Acqua potabile e Metalli Pesanti!

Acqua potabile e Metalli Pesanti! da MondoAlcalino

Da: MondoAlcalino  06/06/2011
Parole chiave: Depurazione Acqua, Filtri Acqua, Acqua Potabile

Le recenti disposizioni della Comunità Europea che hanno bloccato il “regime di deroga” sui parametri di potabilità dell’acqua non fanno altro che aumentare allarme e paura nel pubblico.

Vediamo di chiarire l’argomento:

I metalli pesanti sono sostanze che alla base della composizione di molti organismi viventi, e quindi, anche del nostro  corpo.

Alcuni di essi sono molto tossici, se penetrano nel nostro organismo in dosi superiori a quelle tollerabili comportano gravi conseguenze, in alcuni casi letali.

L’Ente Governativo Americano per la Protezione dell’Ambiente già nel 1979 dichiarava che i metalli tossici rappresentano un grave problema essendo largamente utilizzati in tutte le attività produttive, dall’agricoltura all’industria.

Molte sostanze vengono introdotte nell’aria, nell’acqua, nella catena alimentare e vengono quindi assorbite dall’organismo umano.

Due caratteristiche dei metalli pesanti sono da analizzare con attenzione:

• si comportano come cationi, ossia come ioni dotati di carica positiva quando entrano in un campo elettromagnetico;

• hanno una tendenza a dare vita a legami chimici complessi;

Ecco l’elenco dei metalli pesanti:

  • alluminio 
  • ferro
  • argento
  • bario
  • berillio
  • cadmio
  • cobalto
  • cromo
  • manganese
  • mercurio
  • molibdeno
  • nichel
  • piombo
  • rame
  • stagno
  • titanio
  • tallio
  • vanadio
  • zinco

ed alcuni metalloidi con proprietà simili a quelle dei metalli pesanti:

  • arsenico
  • bismuto
  • selenio

Fra i metalli pesanti si distinguono quelli indispensabili per gli organismi viventi, con potenziale tossicità:

ferro, cobalto, cromo, rame, manganese, molibdeno, selenio, zinco;

dai metalli tossici:

alluminio, arsenico, berillio, cadmio, mercurio, nichel e piombo.

Quando si parla di inquinamento da metalli pesanti, ci si riferisce normalmente a questi ultimi.

Il mercurio scaricato nei bacini d’acqua, viene trasformato dai batteri marini ed è facilmente assimilabile da vegetali e plancton. Così dai primi anelli della catena alimentare, il mercurio si trasmette via via ai pesci più grandi, fino ad arrivare all’uomo. Il mercurio provoca gravi intossicazioni. Lungo la catena alimentare, la sua dose di concentrazione aumenta, proprio perché gli organismi non sono in grado di smaltirlo.

Il cadmio, presente nell’ambiente per l’uso nei fertilizzanti chimici, nelle batterie e semiconduttori, oltre al fumo delle sigarette e agli inceneritori, è ritenuto il responsabile dell’insorgere di ipertensione, di disturbi gastrointestinali e dell’apparato riproduttivo, di forme di arteriosclerosi e di diverse forme tumorali.

Il piombo si riversa nell’ambiente da scarichi industriali e dalla combustione di benzina, produce i suoi effetti negativi sia sulle ossa, ed è ritenuto inibitore della produzione di numerosi enzimi. Inoltre al piombo si fa risalire l’insorgenza di disturbi cerebrali e di forme più o meno gravi di depressione.

L’alluminio, largamente utilizzato come materiale per gli utensili da cucina, si diffonde nell’ambiente, dalle pentole, lattine e altri contenitori, e tramite anche i farmaci antiacidi di uso comune. L’effetto principale di una quantità eccessiva di alluminio nel corpo è la comparsa di disturbi neurologici, che nei casi più gravi degenerano nel morbo di Alzheimer, perché si deposita prevalentemente nel cervello.

L’arsenico e molti dei suoi composti sono veleni particolarmente potenti. L’arsenico uccide danneggiando in modo gravissimo il sistema digestivo ed il sistema nervoso. Composti contenenti arsenico sono cancerogeni e una estesa letteratura scientifica disponibile su prestigiose riviste internazionali ha ormai provato che l’esposizione cronica all’arsenico ha effetti multipli sulla salute:

  • riduce le difese antiossidanti dell’organismo;
  • provoca stress ossidativo direttamente nell’ambiente intracellulare, inattivando diversi enzimi;
  • interferisce pesantemente con i meccanismi endocrini;
  • può attaccare direttamente i filamenti di DNA.

Inoltre tutti i metalli pesanti tossici sono in grado di penetrare la placenta e causare gravi malformazioni al nascituro o inaspettati aborti spontanei.

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