Emilio Tadini, Il posto dei piccoli valori, acquarello su carta, 1980

Emilio Tadini, Il posto dei piccoli valori, acquarello su carta, 1980 da L'Immagine Arte Contemporanea

Da: L'Immagine Arte Contemporanea  22/10/2009

   COMUNICATO STAMPA    

ARTISTA:                                                EMILIO  TADINI   (1927 – 2002)  
TITOLO DELLA MOSTRA:                     OPERE  
PERIODO:                                                3  OTTOBRE  -  8  NOVEMBRE  

SEDE ESPOSITIVA:                               L’IMMAGINE - Cesena-  Galleria d’Arte Contemporanea                   
                                                                              Piazza Aguselli, 42 -
                                                                   Tel  e fax. 

ORARI:                                                  10 – 13 e 16 – 19.30 Chiuso Lunedì e martedì                                                             aperto ogni domenica    

premessa:          Emilio Tadini, nasce a Milano nel 1927. Pittore, scrittore, saggista, è stato uno dei pochi intellettuali italiani “completi”. Col suo linguaggio personalissimo e versatile ha saputo affrontare sia i temi più attuali della cronaca, sia le forme più arcaiche dell’immaginario occidentale, come mito e fiaba.

Si laurea in Lettere, distinguendosi immediatamente fra le voci più vive ed originali nel dibattito culturale del dopoguerra, esordendo nel 1947 sulla rivista “Il Politecnico” di Elio Vittorini, pubblicando saggi, romanzi, poesie e monologhi, cui fa seguito un’intensa attività critica e teorica dedicata alle arti visive e alla letteratura anche dalle pagine del “Corriere della Sera”, divenendo in seguito uno dei migliori narratori nel panorama della letteratura contemporanea italiana, attività che correrà parallela alla produzione pittorica in tutta la sua vita.
L’esordio come artista visivo arriva alla fine degli anni Cinquanta, la prima personale a Venezia nel 1961.
Dal 1965 inizia la sua collaborazione con lo Studio Marconi di Milano, promotore delle nuove tendenze dell’arte da sempre, che sarà essenziale nella divulgazione artistica dell’opera del Maestro meneghino. Fin dagli esordi, Tadini sviluppa la propria pittura per grandi cicli, costruendo il quadro secondo una tecnica di sovrapposizione di piani temporali, in cui ricordo e attualità, tragico e comico, si intrecciamo in un continuo complesso gioco.
Innumerevoli le sue esposizioni italiane e internazionali, in spazi pubblici, Musei e gallerie, da Parigi a Stoccolma, Bruxelles, Londra, Anversa, Stati Uniti e Sudamerica.
Nel 1978 e nel 1982 è invitato alla Biennale di Venezia, e nel 1997 è nominato Presidente dell’Accademia di Brera a Milano restando in carica fino al 2000. Nel 2001 la città di Milano gli dedica una grande retrospettiva a Palazzo Reale, in quell’occasione gli resero omaggio esponenti del mondo della cultura fra i quali U. Eco, A. Jouffroy, A. C. Quintavalle.
Si spegne nella sua città nel settembre 2002.  

La Mostra: 
la stagione artistica 2009-2010, alla Galleria L’IMMAGINE di Cesena si è aperta con Emilio Tadini, uno dei maggiori artisti e intellettuali del dopoguerra.
Nel salotto superiore della Galleria di piazza Aguselli 42, sono esposte opere selezionate che percorrono diversi cicli di rilievo sviluppati dal 1975 e fino al 1995, venti anni di storia artistica del Maestro milanese, durante i quali è stato diverse volte invitato alla Biennale d’Arte di Venezia.
Uno sguardo particolare è rivolto verso la poetica del segno della matita e dell’acquarello, col ciclo “Il posto dei piccoli valori” del 1980, nei quali l’artista si diverte a giocare con i contorni della superficie pittorica appena abbozzati, sviluppando la rappresentazione alle volte all’interno del tracciato, altre all’esterno.
Lo scrittore che dipinge il pittore che scrive, così definì Tadini, Umberto Eco.
Un linguaggio personalissimo il suo, che ha attraversato le esperienze della Pop Art inglese, interpretandola; la realtà vista con gli occhi del sogno e del mito, con rimandi e contaminazioni di parole e di letteratura. L’universo in cui si immerge la pittura di Emilio Tadini a partire dagli anni Ottanta è quello di una narrazione per immagini che sfugge alla logica, che reca in se contraddizioni e una paradossale convivenza di innumerevoli elementi irriducibili a spazi logicamente ordinati, caratteristica fra le più evidenti è il volo o la sospensione a mezz’aria delle figure.   Emilio Tadini ha costruito, coi dipinti, e coi romanzi, una lunga storia, un sistema simbolico molto complesso che non può essere inteso se non misurando con le sue stesse parole lo spessore della pittura. Perché raramente le due lingue sono state così strettamente correlate.  

Una storia d’artista che rappresenta uno dei pochi momenti innovatori della nostra pittura al di fuori delle mode e dei consensi costruiti.
Una mostra da vivere e meditare tra sogno e realtà.    

Direzione: Maria Grazia Melandri


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