protesi conometrica su impianti e denti monconi

protesi conometrica su impianti e denti monconi da Dentallabor Lucci Sergio

Da: Dentallabor Lucci Sergio  03/01/2009
Parole chiave: principio conometrico nella riabilitazione protesica

 

La corona conometrica è un ancoraggio di semiprecisione costruito da un moncone conico su cui si adatta una corona molto aderente. Solo nell'ultima fase dell'inserimento avviene un contatto attivo fra le due superfici affrontate; la ritentività della corona secondaria varia in rapporto all'entità dell'angolo del cono: questo angolo determina la forza necessaria a separare le due parti.

La forza ritentiva è una funzione inversa dell'angolo del cono: man mano che che l'angolo diminuisce per tendere a 0° aumenta la forza necessaria per rimuovere la protesi; viceversa, il graduale aumento della conicità conduce a una diminuzione della forza di adesione e della conseguente forza per rimuovere la protesi.

I vantaggi della protesi conometrica si possono cosi' riassumere:

  • igiene orale facilitata;

  • modificabilità della protesi in relazione alla diminuzione del numero dei denti pilastro;

  • assenza di attacchi: manutenzione semplificata;

  • carico assiale sugli elementi pilastro;

  • stabilità e comfort della protesi dentaria;

  • protesi “autocentrante”: facilità di inserzione.




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Dal sito di di Ciprari riporto testualmente la prefazione del Dott. Dario Castellani nel libro 
"PRINCIPIO TELESCOPICO E CONOMETRIA NELLA RIABILITAZIONE PROTESICA"
 Molte e vive sono state le motivazioni che hanno indirizzato il mio interesse verso l'argomento della protesi telescopica, tanto da farne oggetto, forse troppo coraggiosamente, di una trattazione nel presente libro. Il tema, in verità, mi ha sempre attratto in maniera particolarissima: al termine della mia esperienza di studente negli Stati Uniti, nella scuola di specializzazione in protesi diretta dal professor Gino Passamonti, la discussione del caso finale da me affrontato, verteva sulla protesi telescopica; lo stesso argomento trattava la prima conferenza che tenni nel 1986 in Firenze. Oggi, nell'era dell'implantologia, può facilmente sembrare obsoleto spendere parole su una vecchia tecnica che si basa essenzialmente sull'utilizzazione di denti pilastro difficili e spesso compromessi. In effetti, la riabilitazione protesica su impianti comporta un beneficio che si presenta in un rapporto estremamente favorevole rispetto al rischio. Ad esempio, la sostituzione di una protesi totale inferiore con una protesi fissa, a supporto implantare, è quanto di più gratificante si possa immaginare tanto per il paziente quanto per il dentista stesso. Purtroppo, la terapia implantare è ancora lungi dal rappresentare una panacea per tutte le occasioni, in quanto un buon numero di pazienti presenta situazioni cliniche che non trovano adeguate indicazioni all'implantologia stessa, o non vi accede per ragioni fisiche o psicologiche, ma è piuttosto disponibile ad "investire" sugli elementi naturali rimasti, più o meno precari. Invero, una protesi telescopica ben fatta, può rappresentare senz'altro il migliore investimento. Nella mia esperienza professionale attraverso gli anni, ho potuto constatare quanto spesso l'adozione del principio telescopico non fosse motivato tanto da simpatia personale quanto piuttosto dall'assenza di soluzioni alternative. A tal proposito, ho trovato ulteriore, confortante riscontro nelle analoghe deduzioni fatte da tanti stimatissimi colleghi. Questo libro ha rappresentato per me un impegno sinceramente oneroso soprattutto perché ho trovato molto difficile reperire quelle informazioni bibliografiche che mi permettessero di entrare nel vivo della materia. La protesi telescopica, infatti, è sempre stata l'espressione di clinica e tecnica ad altissimo livello, mantenendo, però, un carattere essenzialmente individuale, da "isola felice". Tutti, in Italia, hanno sentito parlare di protesi telescopica: essa esiste ampiamente nel fornitissimo strumentario, nei corsi formativi per odontotecnici, ma in letteratura è solo superficialmente considerata. CONCLUSIONI Oggigiorno la terapia riabilitativa tramite impianti come pilastri artificiali rappresenta una possibilità di trattamento reale, i cui rischi (in condizioni ideali) sono limitati e statisticamente prevedibili. Spesso elementi dentali di dubbia prognosi vengono giustamente sacrificati per cedere il posto ad impianti di rilevante importanza strategica. Una protesi fissa, a totale supporto implantare, porta in genere a risultati di massima soddisfazione in termini di comfort ed efficienza masticatoria. Tuttavia le fasi chirurgiche legate all'inserzione degli impianti trovano, a volte, controindicazioni nello stato di salute o anche nella pura psiche del paziente. In presenza di elementi dentali residui, la riabilitazione tramite protesi telescopiche liberamente rimovibili è, dal punto di vista clinico, particolarmente gratificante, poiché risulta molto apprezzata dal paziente, che la trova sicura, efficace e confortevole. Essa rappresenta molto spesso l'unico mezzo per sfruttare al meglio pilastri precari e mal distribuiti nell'arcata. Rispetto alla miglior combinazione protesica amovo-inamovibile, la protesi telescopica costituisce una soluzione superiore per la soggettiva sensazione di solido monoblocco protesico. La sua costruzione richiede spiccata motivazione, dedizione e capacità tecniche, doti non sempre presenti in tutti gli odontotecnici. A volte, anche il ritorno economico non è proporzionale all'impegno tecnico profuso. Forse in questi motivi è nascosta la spiegazione della diffusione tuttora limitata di un tipo di protesi la cui efficacia è sempre più ampiamente riconosciuta e il cui apprezzamento, di conseguenza, appare via via crescente da parte dei clinici e dei pazienti stessi. In tutti i casi di riabilitazione protesica riteniamo doveroso, per il professionista, conoscere e considerare, tra le varie opzioni, anche la protesi telescopica liberamente rimovibile dal paziente, con la consapevolezza che questa rappresenta, al di là delle difficoltà tecniche di costruzione, una soluzione protesica di alto pregio e, generalmente, il migliore "investimento" per gli elementi dentali residui del paziente.

Parole chiave: principio conometrico nella riabilitazione protesica

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