Bancomail: provider email per le aziende, una partita italiana a tre. Al palo i colossi americani.

Bancomail: provider email per le aziende, una partita italiana a tre. Al palo i colossi americani. da Neosoft - Bancomail

Da: Neosoft - Bancomail  12/05/2008
Parole chiave: Web Marketing, Comunicazione, Email Marketing

In questo secondo report, consideriamo il grado di diffusione dei vari provider di email presso le aziende Italiane.
Il campione di aziende analizzate è molto ampio (123.526 imprese).
Dalla tabella sottostante si possono estrapolare alcune interessanti considerazioni:
PROVIDERS (Dominio di posta) = n° aziende
GRUPPO TELECOM (@tin.it @alice.it @tim.it @virgilio.it @191.it) = 44.587
ARUBA.IT (@aruba.it) =147
CALTANET.IT (@caltanet.it) =26
CHEAPNET.IT (@cheapnet.it) =107
CIAOWEB (@ciaoweb.it)= 200
EMAIL (@email.it) = 758
EXCITE (@excite.it) =91
FASTWEB (@fastwebnet.it @fastweb.it) =1.314
GALACTICA.IT (@galactica.it) =149
GOOGLE - GMAIL (@gmail.com) =246
GMX (@gmx.it @gmx.net) =44
INFINITO.IT (@infinito.it)= 761
INTERFREE.IT (@interfree.it) =1.891
IOL (@iol.it) =2.377
JUMPY.IT (@jumpy.it) =525
KATAMAIL.COM (@katamail.com @katamail.it) =794
GRUPPO LIBERO-WIND (@libero.it @inwind.it) =44.011
LYCOS (@lycos.it @lycos.com) = 59
MICROSOFT (@msn.com @hotmail.com @hotmail.it) =2.762
POSTE.IT (@poste.it) =88
TELE2 ADSL (@tele2.it) =248
TISCALI.IT (@tiscali.it @tiscalinet.it) =19.532
VODAFONE MAIL (@vodafone.it) =40
YAHOO.COM (@yahoo.com) =150
FREEMAIL (@freemail.it) =105
DADA - SUPEREVA(@dada.it @supereva.it) =571
YAHOO.IT (@yahoo.it) =1.943

TOTALE = 123.526
La prima considerazione fra tutte è lo "strapotere" di 2 provider sul resto della concorrenza. Il gruppo Telecom con tutti vari servizi/domini (alice, tin, virgilio etc.) ed il gruppo Libero-Wind detengono, da soli, il 71,7% del mercato (88.598 aziende).
L'unico provider che "resiste" è Tiscali, che si attesta (con 19.532 aziende) al 15,8%. Il restante mercato è molto "parcellizzato".
Fastweb, la cui forte penetrazione commerciale come provider di connettività potrebbe far supporre una maggiore presenza, si attesta ad un deludente 1,06% (1.314 aziende).
Microsoft e Yahoo, due colossi del WEB mondiale, dimostrano anche loro uno scarso appeal in quest'ambito, ottenendo rispettivamente il 2,24 e l'1,57%.
Ancora più sorprendente (e deludente) è il risultato di Google Gmail. Appena 246 aziende che equivalgono allo 0,2%. A quanto pare, la grande e completa dotazione di servizi gratuiti ed innovativi, non basta a convincere l'imprenditore a cambiare provider.
Le conclusioni alle quali si può arrivare sono, tutto sommato, palesi: chi è arrivato prima sul mercato, fornendo email gratuite (o legate alla fornitura di connettività) ha, in pratica, coperto quasi per intero la domanda. Telecom, Libero e Tiscali rappresentano, insieme, l'87,5% del campione.
I colossi d'oltreoceano (Microsoft, Yahoo e Google), nonostante l'ampia gamma di servizi e la competitività degli strumenti offerti, non riescono ad imporsi. Probabilmente la comunicazione promozionale del servizio di posta è stata rivolta prevalentemente "lato consumer", trascurando il "lato business".
Per convincere questa tipologia di imprese (già intrinsecamente "difficili", in quanto non utilizzatrici di email di dominio) a cambiare provider, fugando i dubbi sulla perdita di contatti (legati all'abbandono del "vecchio" indirizzo email) occorre molto di più che dei semplici comunicati stampa e/o del marketing virale.

Parole chiave: Comunicazione, Email Marketing, Web Marketing

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