C'era una volta il caffè...

C'era una volta il caffè... da Alenis Italia

Da: Alenis Italia  13/03/2009
Parole chiave: Caffè

Una bevanda divenuta oggi parte delle quotidianità di tutte le persone del mondo, ma le cui origini rimangono ancora molto misteriose. Il velo di mistero che ha saputo tessere attorno a sé questa bevanda ha inspirato molte leggende.


La leggenda più famosa riguardo all'origine del caffè è quella di Khaldi. Tutto comincia nello Iemen (o in Etiopia secondo le versioni) attorno al 850 prima di Cristo. Un giovane pastore di nome Khaldi stava facendo pascolare tranquillamente le sue capre, quando notò che mangiando le bacche di un piccolo arbusto, il suo gregge era caduto in uno stato di eccitamento non usuale. Incuriosito da questo strano comportamento, il pastore decise di raccontare la sua storia ad alcuni monaci del monastero del suo villaggio. Da allora i monachi iniziarono a mangiare questi frutti perché le strane bacche li aiutavano a rimanere svegli durante le lunghe ore di preghiera.


Per quanto riguarda l'origine della tostatura, le versioni concordano nel ritenere che i monaci scoprirono il caffè facendo tostare questi semi casualmente, ed ottenendo così una bevanda con le stesse proprietà stimolanti delle bacche, ma con un gusto molto più piacevole.


Secondo la prima versione i monaci ritennero che questi strani frutti avessero un'origine maligna e decisero quindi di bruciarli, ottenendo inconsapevolmente la tostatura del caffè.


La seconda versione racconta che l'abate del monastero cercò di cucinare le strane bacche marroni, ma giudicando il gusto di queste troppo amaro, gettò il preparato nel fuoco.


L'ultima versione infine, attribuisce l'origine della tostatura al seguente fatto. Due monaci dal nome Sciadli ed Aydrus, responsabili della raccolta del caffè, un pomeriggio piovoso, tornarono al monastero con il raccolto completamente bagnato. Per asciugare i grani, decisero di metterli vicino al caminetto. Al loro ritorno dalla preghiera, i grani erano completamente tostati, con un forte aroma che si propagava per tutta la stanza.


Qualsiasi versione si voglia accettare, da questi semi magici messi sul fuoco, si ebbe il risultato che oggi tutti noi conosciamo: un aroma profondo, sensuale ed affascinante. I monaci impararono ad apprezzare le virtù benefiche di questa bevanda calda e nera che ne rianimava il corpo e lo spirito, permettendogli di pregare più a lungo, senza sentire gli effetti della fatica.


Oggi quel aroma vive ancora nella tradizione del vero espresso italiano. Un aroma autentico che Lavazza ha saputo racchiudere nelle sue cialde per offrire a tutti noi l'intensità di un vero caffè.

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Alice
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Parole chiave: Caffè