Poesia con poco

Da: Stile Libero (Salvatore Cozzolino e Francesca Russo)  02/01/2009

PRODOTTI CON POCO
Responsabilità Sociale del Progetto

Il secolo si è aperto con la novità di un rapporto, se non di sufficiente chiarezza, almeno di maggiore contiguità tra designers e società. I primi, forse confluiti troppo rapidamente nel solco dei flussi comunicativi, potrebbero sostenere la disciplina con un rinnovato impegno sociale e, di conseguenza, con la consapevolezza del destino civile del loro lavoro, magari rivedendo verso una maggiore autenticità, l’impegno per l’ambiente, la salute, il benessere diffuso, la congruità dei budget.
La società intanto potrebbe riscoprire, nel rapporto con il design, un ruolo più attivo nelle scelte sullo sviluppo dei prodotti e costruire una capacità di discernimento nuova, riconoscendo alla cultura del progetto il ruolo che le spetta nell’avanzamento civile, oltre che nella promozione del business. Evidentemente le tracce di questi comportamenti virtuosi sono ben evidenti, da anni, in Francia, in Spagna, in Inghilterra, mentre sono più recenti, e più difficili da individuarne i segni, in Italia a causa dei ritardi e degli handicap storici del sistema-paese, riscontrabili allo stesso modo nella qualità del sistema economico, nella ricerca scientifica, nel funzionamento della macchina stato e in troppi altri settori ed attività.
in linea con le ricerche socio-economiche di Richard Florida a Boston, si può ritenere che le idee sono le uniche vere ricchezze non dipendenti dalle fonti energetiche fossili e dall’impegno militare. Esse rappresentano il “potere” delle comunità e il motore dello sviluppo, in un futuro di conflitti confinati e di superamento del primato del petrolio.

In questo scenario la cultura del progetto, italiana soprattutto, potrebbe ritrovare il filo spezzato del rapporto etico con la società nella capacità di partecipare stabilmente al rinnovamento, anziché assecondarne, magari mirabilmente, le esigenze di rappresentazione, riducendosi ad icona temporale. Si deve considerare che la capacità di risposta alle esigenze della committenza e il rischio di inquinamento disciplinare sono un contesto fertile per le soluzioni progettuali. Il problema nasce quando, con la molteplicità dei segni eclatanti, si evidenzia lo smarrimento del senso di responsabilità sociale del progetto segnato dalla consapevolezza di un quadro di risorse non-infinite e di diritti umani non-condivisi ed entrambi disponibili in modo fortemente squilibrato.
Sull’argomento si deve fare riferimento alle intenzioni esplicitate da diversi organismi internazionali a partire dall’Agenda 21 delle Nazioni Unite. In estrema sintesi, seguendo l’invito rivolto dall’Unione Europea agli operatori economici e culturali, sarebbe necessario che anche il progetto di design contemplasse scelte di compatibilità sociale e ambientale, migliorative di quelle imposte per legge, da applicare in relazione ai manufatti e ai cittadini in qualunque modo implicati nella realizzazione dell’opera.
Tra le componenti più pressanti di un orientamento progettuale, sensibile ai temi della Responsabilità Sociale del Progetto (RSP), figurano: la valorizzazione di un equilibrato rapporto tra l’opera e la cultura tecnica locale; la tutela delle condizioni minime di sicurezza e salubrità del lavoro nelle aziende manifatturiere; l’impegno ad usare materiali e tecnologie non derivanti da processi iperenergetici o tossici; l’adesione ai principi generali del risparmio energetico nella gestione, associati all’uso maggioritario di fonti rinnovabili; il migliore uso delle risorse economiche disponibili in un quadro di durabilità dell’opera, con accettabili livelli di manutenzione che contemplino la riparabilità e la ricostruibilità dei componenti; il completamento della progettazione con lo studio del processo di invecchiamento dell’oggetto che preveda una obsolescenza gradevole e controllata dei materiali, il disassemblaggio coordinato degli elementi e il minimo impatto al termine del loro ciclo di vita; la ricerca di una relazione (di mediazione, di mimesi o di contrasto) dell’opera con il contesto sociale ed ambientale in un quadro di condivisione delle scelte.

Infine.
La crisi economica e le instabilità monetarie (e psicologiche) del 2008 sollecitano la cultura del progetto ad un ripensamento epocale per rispondere al bisogno di prodotti stabili nel linguaggio espressivo e nel regime funzionale, per consentire prezzi equilibrati rispetto al valore dell’oggetto e ai bisogni soddisfatti, per ottenere prodotti riparabili e adattabili alle esigenze mutevoli.
Un insieme di elementi prestazionali orientati da una filosofia della durabilità che inneschi una possibilità di riparazione spinta e renda praticamente illimitato l’uso e tramandabile il manufatto. Il concept è ispirato alla manutenzione facilitata e ad un linguaggio formale estraneo alle espressività temporanee, un modo per rendere stabile la permanenza degli oggetti nello scenario fisico ed emotivo delle persone.
I pezzi della collezione PcP (Prodotti con Poco)* rispecchiano queste intenzioni. Sono fatti con materiali riutilizzabili, riparabili, affezionabili e riproponibili nel tempo e nei luoghi. Sono fatti di superfici high-touch e suscitano emozioni, ma contemporaneamente funzionano bene e a lungo, hanno un prezzo giusto (tenendo conto che durano tanto) e una espressività misurata. Sono fatti in aziende sane che non usano forza lavoro impropria, con la partecipazione attiva di operai consapevoli di partecipare. Sono fatti con processi produttivi semplici, che impegnano poca energia, poco materiale, poco investimento di macchine. Sono fatti in modo da non rompersi facilmente e comunque si potranno restaurare, integrare, rimediare, aggiustare e adattare.

Salvatore Cozzolino

The delicate alchemy of the project must yield from a continue research in every phase of work, to generate quality products; it needs careful consideration of others and it progresses neither in overstatement, nor in the lack of appreciation. It is nourished by stressful time and concitate procedures, but it lasts an adequate long term. Every possible critical review of what developed, must anticipate the objections, correct inadequacies, test alternatives, eliminate unconformities, search for innovative results.
The Social Responsibility of the Project may become the framework for a new operational sensitivity of the architects, in an attempt to overcome both the professional indifference, and the impotence resulting from environmental fundamentalism positions. It represents the point of view of design culture on future developments of the "conscious construction".

Salvatore Cozzolino


Contatto Stile Libero (Salvatore Cozzolino e Francesca Russo)

Email

Stampa questa pagina