Il degrado sociale e strutturale della Zona Industriale di Padova

Il degrado sociale e strutturale della Zona Industriale di Padova da GIZIP Gruppo Imprenditori Zona Industriale di Padova

Da: GIZIP Gruppo Imprenditori Zona Industriale di Padova  06/09/2010
Parole chiave: imprenditori veneto

 

All’indomani della denuncia relativa ai clamorosi episodi di sesso a pagamento e scambi di coppia che si registrano regolarmente davanti al cimitero di Camin, Roberto Rovoletto, presidente di Gizip (Gruppo Imprenditori della Zona Industriale di Padova), porta all’attenzione il problema relativo allo stato di degrado complessivo che riguarda l’intera Zona Industriale di Padova, puntando il dito contro l’assenza di controlli e interventi risolutivi da parte degli organi competenti.

“Condivido appieno le preoccupanti segnalazioni dell’assessore Silvia Clai e del consigliere regionale Antonino Pipitone – afferma Rovoletto – perché è sotto gli occhi di tutti ciò che accade nel parcheggio davanti al camposanto di Via Lazio. Tuttavia gli incontri clandestini di coppie fedifraghe e scambisti rappresentano solamente la punta dell’iceberg di una situazione che sta assumendo profili allarmanti. La prostituzione praticata lungo numerose arterie della Zona Industriale è ormai un fatto diffuso e consolidato, a cui si somma il sistematico esercizio dell’accattonaggio ai semafori e all’ingresso di strutture pubbliche o edifici di culto. Contestualmente alla realizzazione del campo nomadi in Via Longhin si è pure registrato un esponenziale aumento di furti e danni nelle aziende, nelle abitazioni e nelle vetture presenti non solo nell’area limitrofa, ma anche in tutta la Z.I. – prosegue il presidente di Gizip – ed è pacifico che non si tratta di una semplice coincidenza”.

Rovoletto sottolinea poi come il “degrado sociale” trovi terreno fertile nel “degrado strutturale e dei servizi”, in quanto è proprio in contesti di abbandono che si sviluppano drammatiche dinamiche umane. “Sta diventando difficile operare nella Zona Industriale di Padova – spiega Rovoletto – sia a causa delle deficienze nella manutenzione dell’area, sia per il senso di insicurezza e pericolosità che vivono giorno e notte coloro che qui lavorano, risiedono o hanno loro interessi. Anche Gizip ha più volte denunciato tali realtà, ma il Consorzio Zip ha risposto solo con promesse verbali senza mai intervenire concretamente per garantire una decisa soluzione. Ben venga dunque la presa di posizione di Clai e Pipitone – conclude il presidente Rovoletto – laddove è indispensabile effettuare un monitoraggio costante della Zona Industriale e della città del Santo, con rafforzate e puntuali azioni delle forze dell’ordine e provvedimenti mirati ad assicurare dignità e sicurezza. Da parte nostra siamo disponibili a collaborare nella segnalazione di situazioni a rischio o in eventuali progetti che si dovessero avviare in questa direzione, però è necessario che chi ha la competenza, Zip in primis, si dia da fare perché la Z.I. non rimanga abbandonata a se stessa diventando luogo di incontri a luce rosse, spaccio di droga e delinquenza”.

Parole chiave: imprenditori veneto

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