MASHA.IT E AMNESTY INTERNATIONAL CONTRO LA PENA DI MORTE

Da: masha.it  29/06/2007
Parole chiave: Notebook, Cellulari, Palmari

"Comunicato Stampa"Masha.it- attivo nella vendita di: autoradio, cellulari, fotocamere digitali, televisori lcd plasma, notebook, lettori dvd, palmari - sosterrà Amnesty International nella campagna contro la pena di morte con l' 1% del fatturato.Dal sito di "Amnesty International": Ovunque la pena di morte sia applicata il rischio di metterea morte persone innocenti non può essere eliminato. Dal 1973 in Usa sono stati rilasciati 123 prigionieri dal braccio della morte dopo che erano emerse nuove prove della loro innocenza. Di questi, sei nel 2004, due nel 2005 e uno nel 2006. Alcuni di questi prigionieri sono arrivati ad un passo dall’esecuzione dopo aver trascorso molti anni nel braccio della morte. In ognuno di questi casi sono emerse caratteristiche simili e ricorrenti: indagini poco accurate da parte della polizia, assistenza legale inadeguata, utilizzo di testimoni non affidabili e di prove o confessioni poco attendibili. Ma non solo, in Usa purtroppo sono diversi i casi di prigionieri messi a morte nonostante l’esistenza di molti dubbi sulla loro colpevolezza. La Florida ha il più alto numero di innocenti condannati a morte e in seguito rilasciati, sono ventidue dal 1973. Nel 2000, l'allora Governatore Ryan dello Stato dell'Illinois, dichiarò una moratoria sulle esecuzioni in seguito alla scarcerazione del tredicesimo prigioniero condannato a morte ingiustamente dal 1977, anno di ripresa delle esecuzioni negli Usa. Durante lo stesso periodo 12 prigionieri furono messi a morte. Nel gennaio del 2003, il Governatore Ryan ha concesso la grazia a quattro condannati a morte e commutato le restanti 167 condanne in ergastolo. Ma il problema della potenziale esecuzione di un innocente non è solo limitato agli Usa. Nel 2006, in Tanzania, è stato rilasciato Hassan Mohamed Mtepeka, condannato a morte nel 2004 per lo stupro e l’omicidio della figliastra. La Corte d’appello ha dichiarato che la sua condanna si fondava in maniera indiscutibile su prove indiziarie che “non ne indicavano con certezza assoluta la colpevolezza”. In Giamaica, Carl McHargh è stato rilasciato dal braccio della morte nel mese di giugno del 2006 dopo essere stato assolto in appello.

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