RIVESTIMENTI AD HOC PER RISPETTARE GLI STANDARDS HACCP

RIVESTIMENTI AD HOC PER RISPETTARE GLI STANDARDS HACCP da RIVESTIMENTI SPECIALI SRL

Da: RIVESTIMENTI SPECIALI SRL  20/09/2007
Parole chiave: Pavimenti, Rivestimenti

L’attuazione delle direttive comunitarie sull’igiene dei prodotti alimentari impone precisi obblighi ai titolari dell’industria alimentare, in particolare di individuare ogni fase che potrebbe rivelarsi critica per la sicurezza degli alimenti e di provvedere al ritiro dal commercio dei prodotti che possono presentare un rischio immediato per la salute. Del resto il sistema HACCP, in caso di totale o parziale fallimento dei controlli, obbliga a rintracciare il lotto di produzione o di materie prime incriminate e ad intraprendere tutte quelle misure correttive tendenti ad eliminare in via definitiva l’inconveniente che si è manifestato. Ma se una anomalia del processo o una contaminazione delle materie prime riescono ad essere sufficientemente filtrate dai normali controlli, la situazione è ben diversa nel caso di contaminazioni batteriche, che richiedono controlli severi, frequenti, costosi e comunque non esaustivi perché a campione. Molto spesso si trovano ceppi di microrganismi nei luoghi meno raggiungibili o più nascosti, come soffitti posti sopra una linea di produzione, coibentazioni rovinate di una tubazione dove scorre un fluido caldo, pareti bagnate da condensa, bordature di una tramoggia di alimentazione di una impastatrice. Proprio le condense sono il veicolante più pericoloso delle contaminazioni da microrganismi. Le gocce di acqua infatti trasportano i microrganismi che trovano nell’acqua o comunque nell’ambiente umido il loro habitat naturale e, se provengono da pareti trattate con vernici antimuffa molto spesso trascinano con sé il principio attivo, normalmente solubile in acqua. Se questo tipo di goccia cade su un prodotto che deve fermentare (paste lievitate, formaggi, ecc.) ne inibisce il processo chimico e lo altera. Una soluzione, ma solo parziale e temporanea, consiste nel lavaggio, disinfezione e ritinteggiatura delle superfici. Le contaminazioni possono però sorgere anche a causa di proprietà inadeguate dei rivestimenti: una vernice che rigonfia sotto la spinta di una risalita di umidità o che genera una fessura rappresenta un rischio elevato per il livello di igiene del reparto. Il principio attivo antibatterico è legato chimicamente alla molecola del rivestimento e questo garantisce che i lavaggi non vadano a diminuire la sua concentrazione: pertanto il rivestimento può essere garantito per una vita minima utile di 10 anni, con conseguente abbattimento dei costi, recuperati già dopo il secondo anno. Il principio inibisce la crescita dei microorganismi batterici annullando le condizioni al contorno che ne permettono la vita e la riproduzione. La stabilità da - 30° a +100°C, consente una facile applicazione sia in celle frigorifere che locali di cottura; movimenti del supporto strutturali o dovuti a condizioni ambientali quali cicli di gelo/disgelo non provocano alcuna fessurazione; resistono ai lavaggi con soluzioni concentrate fino al 20% di basi e acidi ed hanno un contenuto di sostanze volatili nullo (VOC=0) sia dopo che durante la posa, il che permette di applicarli anche con linee produttive in funzione. A base acqua, generalmente non necessitano di diluizione e sono pronti su per rivestire qualsiasi tipo di supporto, quali muri, legno e ferro. In caso di necessità possono essere rinforzati con il sistema REEMAT della Rivestimenti Speciali Vecom Italia, un insieme di tessuti sintetici che garantiscono facilità di modellazione negli angoli più difficili. Fabbricati secondo lo standard ISO9001, sono disponibili in una vasta gamma di finiture e colorazioni, anche personalizzate, per soddisfare le più svariate esigenze estetiche.

Parole chiave: Pavimenti, Rivestimenti

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