CASA DLF

CASA DLF da studio Rinaldo Massimo architetto

Da: studio Rinaldo Massimo architetto  15/06/2011
Parole chiave: Edilizia, Arredo, Architettura

Il progetto si colloca su di un lotto di forma regolare, accessibile ad ovest da una strada comunale piuttosto bucolica e delimitato ad est dal fiume Meolo e parzialmente adibito a vigneto. L’ubicazione ha suggerito per il progetto della nuova abitazione un impianto di tipo tradizionale a due piani, assimilabile a quello della tipica casa rurale veneta con il portico a doppia altezza, che un tempo dava riparo agli attrezzi e accesso al fienile e che ora diventa il luogo di soggiorno all’aperto. La casa è stata posizionata sul lotto il più lontano possibile dalla strada e prevedendo l’orientamento del fronte principale a sud verso l’ampio giardino. La committenza, molto attenta al tema della bioedilizia ha richiesto un impianto e materiali che seguissero il più possibile questa filosofia del costruire e dell’abitare tanto che l’impianto iniziale con il camino esterno ha lasciato il posto ad una soluzione con stube centrale, per non disperdere il calore generato. La dimensione del portico è stata calibrata per permettere il soleggiamento invernale del soggiorno ma schermarne il calore in estate, mentre l’acqua viene riscaldata da pannelli solari. L’isolamento termico ha avuto un ruolo principe nella scelta dei materiali: le chiusure verticali, realizzate in blocchi di laterizio alleggeriti microporizzati rivestite con un ‘cappotto’ in sughero e malta rasante colorata in pasta. Il solaio interpiano è in legno con soprastante pacchetto assemblato a secco mentre la copertura a tetto ventilato ha uno spesso isolamento in lana di roccia compressa. Per quanto attiene la distribuzione interna gli spazi interni sono stati modulati sulle esigenze della committenza ma con un occhio di riguardo all’originalità degli ambienti e alla fluidità degli spazi che permette, d’estate, una ventilazione naturale e bassi costi di gestione. Le bucature molto generose manifestano l’uso della luce come elemento portante del progetto. Dettagli come il poggiolo in acciaio e legno appeso alla copertura e le finiture interne, volte a limitare il numero dei coprigiunti e a valorizzare la purezza delle connessioni, rappresentano elementi che il progettista cura con particolare interesse. In definitiva un intervento che tenta una rivisitazione della tipologia edilizia della tradizione rurale veneta ma con tagli moderni ed una modalità di fruizione attualissima, nel rispetto di standard energetici e di sostenibilità ambientale molto elevati. Recentemente sul tetto del fabbricato sono anche stati collocati 24 pannelli fotovoltaici rendendo l'immobile ancora più autosufficiente dal punto di vista energetico. 

Parole chiave: Architetto, Architettura, Arredo, Edilizia, Modellazione 3D, Progetto, relazioni paesaggistiche, Residenziale, Studio Di Architettura, viste fotorealistiche

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